Anche se nelle nostre cucine applichiamo con rigore le normative e i protocolli aziendali di sicurezza, da due settimane il progressivo acuirsi dell’emergenza COVID ha fatto sentire i suoi effetti anche da noi, con personale positivo e in quarantena, spesso per motivi che nulla hanno a che fare con la vita in azienda (ad esempio la positività di un familiare). Stiamo affrontando questa situazione con due soli obiettivi: procurare il minor disagio possibile ai bambini e alle famiglie e tutelare la salute dei nostri lavoratori. E in questa comunicazione vogliamo dirvi qualcosa di più in merito.

In condizioni normali, dalle nostre cucine escono ogni giorno oltre 80.000 pasti per le bambine e i bambini delle scuole milanesi. Anche nell’attuale situazione il numero non è di molto inferiore. Per produrre e distribuire questi pasti abbiamo operativi 24 centri cucina in tutto il territorio, 80 cucine negli asili nido, e un sistema di distribuzione che ogni giorno porta i pasti nelle scuole e le materie prime da un magazzino centrale in tutte le cucine. È un sistema complesso, che abbiamo completamente rivisto in occasione della “ripartenza” di settembre, quando abbiamo dovuto approntare, scuola per scuola, dopo centinaia di sopralluoghi in tutte le scuole di Milano, insieme al Comune e ai Dirigenti Scolastici, un piano che prevedesse le concrete modalità di servizio, in refettorio e/o in aula, su uno o più turni.

Un caso positivo nelle cucine per noi è un problema sia perché c’è di mezzo la salute di una o di un collega (aspetto importantissimo che non trascuriamo mai), sia perché compromette la nostra operatività nel garantire i pasti, e questo problema si acuisce se ci sono anche “contatti stretti”, messi in quarantena. Nelle scorse due settimane, in silenzio, abbiamo dovuto giorno per giorno riorganizzarci, anche all’improvviso, anche la sera per la mattina dopo o durante il fine settimana, per far sì che il servizio non ne risentisse. Sottolineo che i casi di positività nulla determinano rispetto al cibo che viene preparato per le bambine e i bambini, che è e rimane sicuro. Ogni volta che c’è un caso accertato provvediamo a far sanificare la struttura con le procedure e i sanificanti idonei. Diverse volte abbiamo fatto eseguire la sanificazione anche di notte, per casi che abbiamo appreso la sera prima, in modo che all’arrivo del nostro personale fosse tutto pronto. E come norma generale le nostre cucine vengono sempre accuratamente pulite dal nostro personale, ogni giorno.

Ieri l’evoluzione improvvisa dei contagi e dei “contatti stretti” per qualche ora ci ha messo davvero in difficoltà. Per alcune scuole abbiamo inviato nel pomeriggio inoltrato una comunicazione di sospensione della produzione delle diete, che ha suscitato comprensibili reazioni da parte di tante famiglie. Quasi a sera siamo però riusciti, riorganizzandoci, a garantire comunque il servizio e lo abbiamo comunicato anche via “social” appena possibile. In altre scuole abbiamo oggi dovuto servire un pasto diverso da quello del menù, ma comunque completo: pasta biologica olio e parmigiano, tonno, contorno, pane e frutta.

Come sempre il nostro obiettivo – sperando che la situazione non peggiori – è di garantire il servizio normale, incluse le diete. Rispetto alle diete, specie a quelle sanitarie, vogliamo e dobbiamo essere sempre molto scrupolosi e rigorosi, perché sappiamo che nelle nostre mani c’è la salute di una bambina o di un bambino.

Da settimana prossima ci raggiungeranno a Milano alcuni nostri colleghi di Milano Ristorazione che lavorano abitualmente nelle Case Vacanza del Comune di Milano e che oggi sono in cassa integrazione perché l’attività delle Case Vacanza, per legge, è sospesa. Li aspettiamo a braccia aperte, ci aiuteranno nelle nostre cucine. Altri colleghi dovrebbero rientrare settimana prossima dalle prime quarantene. Come società a controllo pubblico, non potendo assumere se non per concorso, per questa emergenza stiamo cercando personale di cucina tramite il lavoro temporaneo e, al riguardo, chiedia