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| IL PRESIDENTE RISPONDE |
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LETTERA APERTA DI UN GENITORE AL COMITATO SCIENTIFICO DI MILANO
RISTORAZIONE
Milano, 31 Marzo 2010
Egregi Dottori
Arianna Banderali - Dirigente medico presso il reparto di
riabilitazione nutrizionale della Casa di cura Villa Garda (Vr),
Giuseppe Banderali - Direttore del day hospital pediatrico e
Vicedirettore della Clinica Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera San
Paolo di Milano,
Carla Barzanò - Dietista,specializzata in didattica dell’educazione
sanitaria,giornalista, Silvia Scaglioni - Ricercatore presso la
Clinica Pediatrica,Dipartimento Medicina Chirurgia e
Odontoiatria,dell’Azienda Ospedaliera,San Paolo di Milano e
responsabile dell’ambulatorio di Nutrizione Clinica, mi rivolgo a
voi, come genitore di due figli che frequentano la Scuola
dell’Infanzia e Primaria, nella città di Milano.
Ho saputo dell’esistenza del Comitato
Scientifico, di cui voi siete membri, dalle parole dei Dirigenti di
MiRi, che lo hanno più volte citato in occasione di un incontro con
i genitori della scuola di mia figlia.
Citato per argomentare come le scelte in materia alimentare di MiRi
siano e siano state sempre costantemente a voi sottoposte e da voi
vagliate, a garanzia che ogni decisione, scelta, novità o
cambiamento si svolga al meglio delle possibilità, e al sicuro da
errori di impostazione scientifica, dietologica, di processo
produttivo e conservativo, e di chissà quanti altri aspetti ancora.
Penso che senz’altro voi siate a conoscenza del momento di
particolare tensione che si è venuto ultimamente a creare, tra MiRi
e i genitori, per l’insoddisfazione di questi ultimi sulla
composizione dei menù erogati, e sulla qualità dei cibi serviti.
Insoddisfazione che prende spunto dai recenti frequenti episodi di
inaccettabile non conformità dei cibi testati, sfociati nell’ormai
celebre assaggio di crocchette al totano, che sapevano di ammoniaca.
Crocchette peraltro non previste dal menu contenuto nel contratto
stipulato tra MiRi e il comune di Milano. Va detto, peraltro, che se
esse sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso, il
disagio covava sottotraccia da parecchio tempo.
Io non sono dietologo, né tecnologo alimentare. Mi ritengo tuttavia
dotato di sufficiente buon senso per preoccuparmi del fatto che se
qualche cosa non è ben fatto nella ristorazione scolastica, questo
riguarda poco meno della metà di ciò che i miei figli mangiano.
E infatti sono preoccupato. Perché sarebbe come dire che tutti gli
sforzi, le attenzioni, le preoccupazioni che adottiamo in casa, per
garantirgli un’alimentazione corretta e sana, potrebbero essere
pesantemente e gravemente vanificati se, invece, a Scuola la dieta
non fosse, nutrizionalmente parlando, adeguata e sicura.
Le crocchette hanno fatto storia, ma potrei raccontarvi anche di
lasagne in cui più di una volta sono stati trovati peli di bovino,
di succhi di frutta prodotti industrialmente somministrati in
sostituzione della frutta fresca, o della carne, servita in quantità
e frequenza ben superiore a quella prevista in una dieta ben
bilanciata, e il più delle volte macinata industrialmente, quando il
contratto non lo prevede. E poi di verdura che da anni dovrebbe
essere almeno in parte proveniente da agricoltura biologica, e così
non è. E fin qui vi ho parlato di alimenti, ma potrei menzionare
anche alcune procedure previste, e non attuate, come per esempio,
gli incontri consultivi bimestrali con la rappresentanza delle
Commissioni Mensa.
Insomma, di esempi di cose che sembrano non andare come dovrebbero
ce ne sono davvero molti. Questi, che vi ho sommariamente enunciato,
sono solo una parte degli appunti che vengono mossi a MiRi in questi
giorni. Basta leggere i tanti rapporti e comunicati diffusi dalle
Commissioni Mensa, e le tante lettere di genitori preoccupati e/o
arrabbiati, scritte e pubblicate nelle scorse settimane, per avere
un’ampia panoramica di obiezioni, contestazioni, rimostranze e
proteste.
Ma credo che non vi serva andare a leggere tutto questo, sono
infatti convinto che siate già al corrente di tutto. Perché lo
siete, vero, …si? La domanda potrebbe sembrarvi retorica, ma in
realtà non lo è. Ve lo chiedo precisamente, perché qui c’è qualcosa
che non torna. Alcune settimane fa, tanti bambini sono stati mandati
a Scuola con la Schiscetta, e per tanti altri viene richiesta
sistematicamente la dieta in bianco. Tutto questo mentre un
rilevante numero di Commissioni Mensa, e con loro centinaia di
genitori, sono scese in campo per chiedere conto di cose che secondo
loro sono al di fuori degli standard previsti e sono oggetto di
incongruenze e scostamenti dal (ottimo) contratto in essere tra MiRi
ed il Comune.
Appunti, quesiti e contestazioni precise, puntuali, argomentate ed
elencate. Ora, io leggo dalla scheda con cui MiRi vi presenta urbi
et orbi (a pagina 24 del “Bilancio Sociale 2008”): Il Comitato
Scientifico consente di avere un approccio scientifico e
costantemente aggiornato ai temi dell’alimentazione e dello sviluppo
dei bambini e affianca i nutrizionisti nella definizione del menù e
nel lavoro di informazione alle commissioni mensa.
Non credo quindi di sbagliare se affermo che vi trovate
perfettamente al centro degli argomenti che si dibattono. La disputa
non verte su errori che potrebbero essere imputati agli operatori
addetti al servizio di cottura o somministrazione, sui quali
peraltro non mi sembra che ci sia alcunché da dire. Qui si sta
parlando di scelte alimentari, di mix dei menù, di proporzioni tra
cibi, di contenuto opportuno o inopportuno di questo o di quel
conservante, di contenitori plastici idonei oppure no. Tutti temi
squisitamente attinenti a quell’approccio scientifico che si pensa
voi abbiate messo in atto, ed ai controlli e ai confronti che,
periodicamente, è dato pensare che voi compiate all’interno
dell’azienda, sui suoi sistemi, sui suoi programmi.
Siete anche deputati ad “affiancare i nutrizionisti nel lavoro di
informazione alle Commissioni Mensa”. E’ perfetto! Siete le persone
migliori per farci capire.
E tuttavia in tutto questo fragore, dal vostro Comitato ci giunge un
assordante silenzio. Io mi scuso in anticipo con voi, se qualche
cosa mi sfugge, ma avreste la cortesia di spiegarmi qual è la vostra
posizione?
Invece di coinvolgervi per un supporto scientifico, il Presidente di
MiRi Carruba, cosa fa?
Scrive, come me, lettere aperte. Lui però le scrive “ai genitori che
protestano”. E li offende.
Lungi dall’entrare nel merito degli argomenti, strepita a proposito
di attacchi elettorali, di proteste basate sul nulla o, peggio,
false. E dice che siamo arrivati alla barbarie.
Posso chiedervi se parla anche a nome vostro?
A proposito, voi lo sapete, ma chi ci legge forse no, e quindi giova
chiarire: il Presidente Carruba è anche Presidente del Comitato
Scientifico di cui voi fate parte.
Ora, come si dice, delle due l’una: o voi potreste essere in grado
di spiegare in modo convincente, a tutti noi, che tutte quelle cose
che sembrano errate in realtà vanno benissimo, e che il vostro
Presidente dice bene, che chiedere un parere ai genitori aggirando
le Commissioni Mensa è un’ottima idea (sapete no, del referendum
proposto in questi giorni a proposito delle lasagne?), oppure
potreste essere in grado di spiegare in modo convincente a tutti
loro, Carruba in testa, che effettivamente si stanno sbagliando, nei
modi e nei contenuti e che dovrebbero forse modificare il metodo e,
mi permetto di dire, anche l’atteggiamento.
Direi che non ci sono alternative. Come si dice: delle due, una.
A meno che, non ce ne sia una terza, che non posso però nemmeno
pensare di prendere in considerazione: che voi siate stati messi lì,
a suo tempo, in vetrina, per accreditare di scientificità il loro
operato, ma poi nella realtà dei fatti non venite coinvolti negli
argomenti che vi dovrebbero riguardare, o forse non venite ascoltati
se date i vostri pareri scientifici. Mi sfugge, per esempio, se
avete recentemente affiancato i nutrizionisti, incontrando una (o
più?) Commissioni Mensa cittadine.
Se, sciaguratamente, la realtà aderisse di più a questa terza
ipotesi, penso che dovreste forse trarne le conseguenze, riflettendo
su questo vostro incarico, che ci viene da loro esibito a vanto di
una supposta vostra autorevole voce in capitolo, al loro interno,
mentre invece si approfitta della vostra autorevolezza, da voi
prestata in buona fede, per coprire con una patina di serietà
scientifica, una gestione che guarderebbe più alle convenienze ed ai
profitti aziendali, che agli interessi pubblici e sociali nello
svolgimento di un servizio, per l’appunto, pubblico e sociale.
In attesa di un vostro cortese cenno di risposta, vi porgo i
migliori saluti.
Michele Frova
Milano
Egregio Signor Frova,
desideriamo farLe sapere che
condividiamo la
Sua
attenzione alla
refezione scolastica;
consideriamo opportuno che i genitori partecipino attivamente e
seguano con attenzione quello che mangiano i bambini a casa e a
scuola.
Per quanto riguarda Milano
Ristorazione, in questi anni il Comitato Scientifico
si è posto come obiettivi:
1)
formulare menu che possano assolvere i numerosi
compiti della refezione scolastica di una grande città ed in
particolare:
-
fornire adeguati
nutrienti a tutti i bambini che accedono alla refezione
indipendentemente da provenienza e abitudini alimentari
e assicurare una alimentazione varia (una delle
caratteristiche principali di una dieta salutare);
-
creare le condizioni
per un progetto allargato di educazione alimentare rivolto ai
bambini ed alle loro famiglie.
La realizzazione di
questi obiettivi richiede, in prima istanza, la preparazione di menu
equilibrati e soddisfacenti dal punto vista del gusto.
Il monitoraggio del
gradimento e degli avanzi realizzato
negli anni passati ha indirizzato gli adeguamenti che sono stati
effettuati nel tempo per andare incontro alle esigenze dei bambini.
Questo senza dimenticare l’importante aspetto educativo che può
rivestire la refezione soprattutto se si avvale della collaborazione
di tutti gli interlocutori coinvolti: insegnanti, famiglie, bambini,
esperti in nutrizione.
Le diverse modifiche
attuate hanno tenuto conto della necessità di soddisfare i bisogni
nutrizionali e favorire abitudini quotidiane ad una dieta adeguata e
varia, tenendo presenti anche i gusti dei bambini.
Quest’ultimo accorgimento aiuta, fra
le altre cose, a migliorare la sicurezza nutritiva poiché consente
di aumentare il cibo effettivamente consumato a favore del bilancio
di principi nutritivi protettivi.
L’intento è quello di
guidare i giovani utenti del servizio di ristorazione verso
un’alimentazione varia ed equilibrata, aiutandoli a superare i
condizionamenti della neofobia (paura delle novità) che li porta ad
non accettare nuovi gusti e sapori (in particolare quelli di
ingredienti protettivi, come pesce, legumi e verdure) spingendoli
verso una dieta ripetitiva e limitata.
2)Ottimizzare
l’accesso alle diete speciali
(richieste attualmente in numero estremamente rilevante) da
riservare a bambini che presentano patologie e richiedono una
dietoterapia (malattie metaboliche congenite, diabete tipo 1,
allergie alimentari, celiachia). Per questi bambini la dieta
rappresenta un intervento terapeutico e la sua preparazione richiede
un percorso specifico complesso e delicato: dalla formulazione della
dieta, alla preparazione, alla distribuzione. Si è scelto, per prima
cosa, di coinvolgere il pediatra di libera scelta, che è il
responsabile della loro salute e ne segue nel tempo lo sviluppo.
3) Progettare un
ampio programma di educazione alimentare per favorire un corretto
stile di vita di bambini e famiglie. Tale progetto,
articolato in più fasi, ha previsto come prima tappa la rilevazione
dell’indice di massa corporea di bambini e genitori e delle
abitudini alimentari e di vita delle famiglie che accedono alla
refezione. I dati raccolti rappresentano un ulteriore elemento di
riflessione per indirizzare le scelte del menu e serviranno per
elaborare nuovi interventi di educazione volti a migliorare le
conoscenze in campo nutrizionale, a motivare bambini e genitori a
suddividere in modo corretto l’assunzione di energia nel corso della
giornata (n° pasti), ad assumere più frutta e verdura e a praticare
con regolarità attività fisica quotidiana.
Ricordiamo che la
progettazione, la preparazione e la distribuzione del menu fanno
parte di un processo molto complesso, che rende necessaria
l’applicazione di diverse discipline ed è affrontato in mondo
interdisciplinare.
Il Comitato Scientifico
non svolge quindi un ruolo primario nella scelta diretta delle
derrate guidata dai capitolati d’appalto, che richiede una
competenza tecnica e gestionale specifica, patrimonio di Milano
Ristorazione alla quale va la nostra fiducia.
La valutazione delle
materie prime e la preparazione delle ricette sono oggetto di una
verifica quotidiana ad opera del personale della ditta regolata da
rigorose procedure, seguendo, oltre alle leggi vigenti, un
disciplinare interno ancora più severo di queste ultime. Il menu, di
conseguenza, può subire variazioni anche rispetto agli accordi del
capitolato di servizio, definito con prospettive di tempo molto
ampie, allo scopo di migliorare la qualità, la sicurezza e la
gradibilità, adattandosi alle necessità che emergono ogni giorno.
In questo contesto
riteniamo molto importante l’opportunità di confrontarsi con i
genitori e siamo disponibili a individuare una modalità che consenta
uno scambio sereno e costruttivo, nell’interesse dei bambini e della
loro salute che a tutti noi sta a cuore.
Comitato Scientifico di
Milano Ristorazione
Dott.ssa Arianna
Banderali
Dott. Giuseppe Banderali
Dott.ssa Carla Barzanò
Dott.ssa Silvia Scaglioni
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Milano, MARZO 2010
LETTERA APERTA
AI GENITORI CHE PROTESTANO
Cari genitori,
mi rivolgo
direttamente a voi, soprattutto a chi in queste settimane ha
partecipato a vere e proprie manifestazioni di protesta. Ancorché
pochi, rispetto alla stragrande maggioranza - il 60% dei genitori,
secondo l’Istituto Nielsen (*), manifesta gradimento nei confronti di
Milano Ristorazione e della refezione scolastica e il 25% si
dichiara “soddisfatto così-così” – anche il vostro 15% merita
attenzione e rispetto.
Quando ho
assunto l’incarico di presiedere questa azienda, nel 2007, scrissi a
tutti voi dicendo che il mio obiettivo, da scienziato e
nutrizionista, era duplice: offrire ai bambini di Milano
un’alimentazione sana, bilanciata e gustosa, che li aiutasse a
crescere e vivere bene; educarli alle buone abitudini alimentari e
al più corretto stile di vita, che sono alla base della lotta alle
numerose malattie legate a comportamenti nutrizionalmente sbagliati:
dalla bulimia all’anoressia, all’obesità, al diabete, alle malattie
cardiovascolari, ai tumori che si manifestano da adulti, ma perché
ci si è comportati “male” sin da bambini.
Dissi anche
che per fare questo era, e resta fondamentale, creare una forte
alleanza con i genitori e le famiglie milanesi, che si basasse sul
dialogo aperto, sulle vostre segnalazioni, i vostri suggerimenti,
anche le vostre critiche, soprattutto se costruttive.
Quello che sta
accadendo in questi giorni non è nulla di tutto questo. Le proteste
sono basate spesso sul nulla, a volte su fatti falsi o creati ad
arte, come il caso di una vite inserita in un panino in una scuola
milanese non più di 3 settimane fa, con il tentativo di incolpare
Milano Ristorazione. Caso, fortunatamente, risoltosi nel nulla.
A questo siamo
arrivati: alla barbarie.
Siamo
chiaramente di fronte ad un attacco strumentale, molto probabilmente
di natura pre-elettorale. D’altronde, forse non sarà un caso, simili
situazioni si verificarono nel 2001, in concomitanza con le elezioni
amministrative: Milano Ristorazione venne accusata di utilizzare
pane prodotto con “olio motore esausto”, e prima delle
amministrative 2006, con la “rivolta della mozzarella”, accusata da
alcuni “genitori” di causare nei bambini malori rivelatisi
inesistenti.
Mi rivolgo a
tutti voi genitori, innanzitutto per rassicurarvi, ma soprattutto
per invitarvi a non cadere preda di strumentalizzazioni che,
condotte prendendo in ostaggio la salute dei bambini sono, lo dico e
lo sottolineo, vergognose.
Mettetevi,
inoltre, nei panni dei 2.200 dipendenti di Milano Ristorazione che
lavorano con professionalità, con spirito e dedizione nelle cucine,
nei refettori, nei magazzini, negli uffici. Che ogni giorno mangiano
nelle proprie mense quello che mangiano i vostri bambini, per capire
se ciò che hanno cucinato è buono o meno, è di qualità o meno. Come
vi sentireste a essere coperti delle accuse di servire “carne
puzzolente e immangiabile” o “minestra di fagioli che sembra acqua
sporca insapore e inodore”, ben sapendo di aver fatto sino in fondo
e con coscienza il vostro dovere?
Meritate
rispetto e attenzione, dicevo. Lo stesso rispetto e attenzione che
meritano tutte le persone che lavorano per il bene dei vostri figli.
Molti di voi
genitori, che hanno qualche cosa da dire, da chiedere o anche
proteste da avanzare sanno bene che, tutto il nostro personale,
dalle scodellatrici, alle assistenti di refettorio, ai responsabili
di zona o del centro cucina, sino alla Direzione generale è sempre
stato, ancor di più in questi ultimi 3 anni, a loro disposizione.
Risponde a
lettere, e-mail, telefonate. Sempre, e nel più breve tempo
possibile. Certo qualche disservizio c’è sicuramente, non ha senso
negarlo, ma in un limite di assoluta normalità: riceviamo circa
4.000 segnalazioni ogni anno dalle commissioni mensa, pari a circa
il 3% dei servizi effettuati.
D’altronde
Milano Ristorazione, in aggiunta al sistema interno di controllo di
qualità certificato, è soggetta quotidianamente ad altri controlli
esterni: la ASL di Milano, i NAS dei Carabinieri, gli ispettori del
Comune incaricati della verifica degli standard di qualità; le
Commissioni mensa, appunto.
Siete proprio
così sicuri, che il tutto “abbia raggiunto livelli intollerabili”,
come alcuni di voi sostengono? Siete sicuri che richiedere le “diete
in bianco” sia educativo?
Ribadisco il
nostro invito al dialogo e al confronto, purché ciò avvenga su basi
concrete e su livelli di confronto accettabili, e comunque non
attraverso i giornali. Rivolgersi alla stampa, ben sapendo che le
denunce, le lamentele godono certamente di maggior attenzione,
rispetto alle belle parole non denota certamente un desiderio di
impegnarsi per il miglioramento, ma solo per distruggere.
Quando assunsi
questo impegno, decisi di mettere in gioco la mia faccia e la mia
credibilità di scienziato. Non vivo in un altro mondo. Ogni giorno
verifico cucine e refettori. Sono pertanto sicuro, al 100%, che il
pasto dei vostri figli è sano perché ispirato a criteri scientifici
e cucinato con ingredienti di primissima qualità.
Siete più di
70.000. Non credo riusciremo mai a soddisfare i gusti di ognuno.
Ecco perché ho deciso di rivolgermi a tutti voi. Sono certo che
capirete.
Un cordiale
saluto
Prof. Michele
Carruba
Presidente
Milano Ristorazione
(*)Ricerca
effettuata nel periodo 27 maggio - 3 giugno 2008
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Milano, FEBBRAIO 2010 Buongiorno, da qualche tempo c'è fra noi genitori dei bambini che
frequentano le scuole comunali e statali di Milano molta
preoccupazione per quanto riguarda la dieta giornaliera dei nostri
figli presso le scuole di frequentazione.
La Milano Ristorazione che dà da mangiare ai bambini di tutte le
scuole di Milano, non sembra infatti operare secondo criteri etici o
di qualità e alcuni dei fornitori dell'Azienda risultano indagati in
tribunale (vedi Inalca).
In un'epoca in cui dilaga la corruzione, in un momento in cui Milano
è al centro delle cronache a causa dell'inquinamento della sua aria,
un'azienda come Milano Ristorazione contribuisce non poco ad
appesantire l'aria che respiriamo attraverso la scelta di fornitori
lontani, esteri che forniscono peraltro prodotti assolutamente
reperibili nel nostro paese. Perchè?
Non capisco come si possa trascurare l'importanza di scegliere la
strada della filiera corta (a km 0 per intenderci) quando si opera a
Milano, una delle città più inquinate del mondo.
Non capisco e condanno il fatto che un'azienda che abbia l'appalto
esclusivo del catering in tutte le scuole della città operi secondo
criteri che tutto sono fuorchè di buon senso.
Come mamma e cittadina milanese attendo una spiegazione da chi
dirige l'azienda di catering, da chi dirige le scuole dell'infanzia
e da chi guida la città in qualità di Sindaco.
Perchè neanche la città di Milano, la città dell'Expo, riesce ad
essere all'avanguardia in Italia?
Ma noi italiani resteremo sempre un passo indietro rispetto al resto
dell'Europa Occidentale.
Gentile signora,
La ringraziamo per averci scritto, soprattutto perché ci permette di
chiarire i dubbi che Lei manifesta.
Innanzitutto, Milano Ristorazione è una società pubblica e come tale
soggetta alle normative che regolamentano gli acquisti attraverso
gare d'appalto.
Per legge Europea queste gare devono essere svolte ammettendovi a
partecipare ogni azienda, che ne abbia i requisiti, residente in
qualunque dei 27 Paesi membri dell'Unione Europea.
Se l'offerta di aziende straniere è, da un punto di vista della
qualità del prodotto, migliore di quella di aziende nazionali, è
evidente che risulteranno vincitrici.
L'unica clausola che Milano Ristorazione può far valere, nei
capitolati di gara, è che a parità di qualità e di prezzo, venga
scelta l'azienda che risulti più vicina a Milano.
In secondo luogo: la società INALCA risulta regolare vincitrice di
una di tali gare d'appalto, per partecipare alla quale ha dovuto
fornire una serie di documenti atti a testimoniare le integrità ed
eticità morale e professionale, come l'attestato antimafia o i
certificati del casellario giudiziario.
Da questi risulta come le vicende giudiziarie cui lei fa riferimento
si sono concluse con l'archiviazione o il non luogo a procedere,
altrimenti la società sarebbe stata automaticamente esclusa dalla
gara.
Queste, e nessuna altra, le uniche ragioni di "certe scelte", come
lei le definisce.
Cordialmente
Michele Carruba
Presidente Milano Ristorazione
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Milano, NOVEMBRE 2009
Buongiorno,
sono una mamma di una bambina che frequenta il primo anno di una scuola
d’infanzia. Ho cercato finora di educare mia figlia ad
un'alimentazione più naturale e sana possibilmente riducendo le
proteine animali e aumentando quelle vegetali, poco sfruttate nella
nostra società, nonché consumando diversi cereali integrali. Come
ormai tutti sanno l'attuale alimentazione abbondante di grassi e
proteine animali ha portato ad un aumento di malattie
cardiocircolatorie, croniche e degenerative nella popolazione.
Chiedo con quali principi dietetici viene organizzato il menù dei
bimbi, se si utilizzano alimenti di qualità e se si è pensato
all'integrazione di proteine vegetali, come secondi piatti, per
sostituire ogni tanto quelle animali. Penso che sia molto importante
imparare a mangiare bene sin da subito, avere una corretta
educazione alimentare, per prevenire problemi di salute in futuro e
in questo le scuole hanno un ruolo importante dato che i bimbi
consumano lì il pasto principale della giornata, per questo motivo
ho ritenuto importante scrivervi.
Grazie per l'attenzione.
Alessandra
Gentile Alessandra,
grazie per la Sua lettera che mostra impegno e attenzione. I nostri
menu sono impostati nel rispetto delle Linee Guida per una Sana
Alimentazione della Popolazione Italiana e dei Livelli di
Assunzione di Nutrienti Raccomandati per la popolazione Italiana,
due strumenti rigorosamente scientifici elaborati da una commissione
di studiosi dell’alimentazione internazionale. In sintonia con
queste raccomandazioni la concentrazione di principi nutritivi di
ogni singola giornata alimentare viene accuratamente calcolata, in
modo tale che nella media il menu scolastico fornisca un insieme
equilibrato di tutti i principi nutritivi necessari per la crescita,
compresi acidi grassi essenziali, vitamine e sali minerali,
indispensabili per le loro funzioni protettive.
L’equilibrio del menu si basa sulla varietà e sull’alternanza di
ingredienti di origine animale e vegetale. I grassi da condimento,
aggiunti in dosi moderate, sono di origine vegetale. Le proteine,
dal punto di vista quantitativo in linea con le raccomandazioni
citate, sono di qualità particolarmente elevata poiché costituite da
un’adeguata combinazione di proteine vegetali (cereali, piccole
quantità di legumi) e animali (carne, pesce, formaggi e uova).
Il modello alimentare che Milano Ristorazione ha adottato è quello
mediterraneo, riadattato secondo l’esigenza di andare incontro ai
gusti e alle abitudini alimentari molto differenziate dei nostri
80.000 clienti. Abbiamo quindi scelto di ridurre il numero di piatti
unici composti esclusivamente da cereali e legumi poiché
incontravano uno scarso indice di gradimento. I legumi compaiono, in
ogni caso, più volte durante il mese, sia nelle minestre, sia
mescolati ad altri ingredienti ben accetti. Questo accorgimento
consente di avvicinare gradualmente i bambini a questi prodotti
senza provocare avversioni. Per quanto riguarda le tipologie di
ingredienti, selezioniamo solo quelli controllati durante tutte le
fasi di produzione.
Siamo certi che l’attenzione all’alimentazione da lei posta in famiglia
rappresenterà per sua figlia un importante modello educativo. Da
parte nostra ci impegniamo per fare in modo che tutti i bambini
clienti del servizio, indipendentemente dall’ambiente di provenienza
e dalle scelte famigliari, possano trovare nel menu scolastico la
massima sicurezza nutrizionale e un punto di riferimento che
fornisca e loro nuovi stimoli, culturali e gustativi, perché
diventino adulti sani e capaci di scegliere in modo adeguato.
Cordiali saluti.
Milano Ristorazione
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Milano, MAGGIO 2009
Buongiorno,
sono un genitore eletto nel Consiglio di Scuola.
Vorrei richiedere al Direttore di Milano Ristorazione, Dott.
Bianchi, nonchè all'Assessore Moioli, quali miglioramenti verranno
introdotti l'anno prossimo nel servizio ristorativo?
Immagino infatti che, l'aumento, per la fascia massima, di ben 22
euro mensili, sia stato richiesto al fine di fornire un servizio
qualitativamente migliore.
Verrà introdotto il biologico? O carni più pregiate? O forse si
potrà cucinare un menù più vario da offrire ai bimbi di Milano? O si
aumenterà il "personale scodellatore"?
Al fine di essere rassicurata in prima persona e di poter
rassicurare, a mia volta, i genitori della scuola che frequenta mia
figlia, alquanto spiazzati da un tale aumento di costo del servizio,
potrebbe aiutare sapere che 220 euro in più all'anno saranno ben
spesi perchè destinati all'alimentazione dei nostri figli, che,
dall'anno prossimo, sarà qualitativamente migliore.
Certa di ricevere quanto prima vostre rassicurazioni, rimaniamo in
attesa di un vostro gentile riscontro.
Colgo l'occasione per porgere cordiali saluti,
Gentile signora,
la quota di contribuzione al servizio di refezione scolastica, che
ogni famiglia versa al Comune di Milano in base al proprio reddito,
affinchè i figli possano usufruire di questo servizio è stata
variata, a partire dal prossimo anno scolastico, dopo ben 6 anni
dall´ultimo aumento. Era infatti dal 2003 che il Comune di Milano
non modificava le quote, ed è per questa ragione che gli aumenti
sembrano "enormi".
A ben guardare, tuttavia, non è assolutamente così. Converrà con noi
che in questi anni i costi, di ogni genere, come anche il costo del
lavoro, sono cresciuti: +10,2%, l'indice ISTAT (gennaio 2004 - marzo
2009), cui si deve sommare il +13,25% del costo del lavoro. Fanno
+23,5%!
Gli aumenti decisi dalla delibera del Comune di Milano dello scorso
dicembre, invece, sono complessivamente più contenuti. Innanzitutto,
passano da 800 a 7.000 le famiglie che non verseranno alcuna quota,
e 35.400 famiglie non subiranno alcun aumento. Le famiglie con più
figli usufruiranno, inoltre, e per la prima volta, di uno sconto del
50% per ciascun figlio oltre al più piccolo.
L´incremento totale delle quote di contribuzione versate dalle
famiglie, che le ricordiamo copre solo il 50% del costo del servizio
fornito da Milano Ristorazione, sarà in definitiva pari al 3% circa.
Molto inferiore all´aumento reale dei costi.
Tutto ciò, senza considerare gli investimenti che Milano
Ristorazione compie annualmente per migliorare il proprio servizio:
nuove tecnologie di produzione, ristrutturazione dei centri cucina,
rinnovamento completo del parco furgoni che distribuiscono i pasti
nelle scuole con mezzi più ecologici.
E´ stato persino acquistato un panificio industriale per produrre il
pane in proprio che, oltre a garantire qualità e controllo, consente
la realizzazione di panini a misura di bambino, da 30 grammi, non
disponibili sul mercato, per ridurre l´elevato spreco di pane cui le
mense scolastiche vanno incontro.
Insieme ai progetti di educazione alimentare, questo viene fatto
affinché i nostri "piccoli clienti" crescano con la coscienza sia di
un'alimentazione equilibrata e salutare, sia del valore del cibo,
che per molti uomini, donne e bambini meno fortunati spesso
rappresenta la discriminante tra la vita e la morte.
Per concludere, vogliamo ricordarle anche che, a fronte di un
servizio considerato dagli esperti di elevato standard, il Comune di
Milano mantiene una quota a carico delle famiglie che è la più bassa
in Italia, tra le città medio-grandi. Ecco, a titolo di esempio, le
tariffe annue, calcolate su 180 giorni di scuola, di alcuni tra i
maggiori comuni d'Italia e della Provincia di Milano:
MILANO (fascia I.S.E.E. più alta) € 680
ROMA € 905
TORINO € 810
BOLOGNA € 800
PALERMO € 694
VENEZIA € 621
REGGIO EMILIA € 961
MODENA € 918
MANTOVA € 847
MONZA € 774
VICENZA € 702
PADOVA € 682
MELEGNANO € 900
SENAGO € 813
LISSONE € 666
LIMBIATE € 754
BRUGHERIO € 747
Speriamo di essere riusciti a chiarire, quindi, le ragioni che hanno
indotto il Comune di Milano a richiedere un maggiore contributo alle
famiglie per questo servizio. Restiamo a sua disposizione per
ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti
Prof. Michele Carruba
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Milano,
MARZO 2009
Vorrei affrontare un aspetto non sempre considerato: la qualità
“percepita” della refezione scolastica ossia cosa i bambini, veri
clienti di Milano Ristorazione, dicono al proposito.
Le relazioni delle Commissioni mensa danno spesso un quadro
soddisfacente ma, pur non frequentando giornalmente la scuola (ho
due figli vostri clienti), non ho ancora trovato un bambino che
giudichi la refezione come accettabile. Sono convinto che nessuno
dei nostri figli abbia ben presente il valore del cibo o cosa sia un
cibo “cattivo”, ma credo che una società come la vostra dovrebbe
coinvolgere nelle proprie analisi un campione di “clienti” per
cercare di migliorare il servizio offerto. Non ho, infatti, la
sensazione che siano soddisfatti di quanto ricevono; il livello dei
servizi dovrebbe adattarsi alle loro esigenze. Credo che Milano
Ristorazione potrebbe avere proprio nei bambini uno strumento per
migliorarsi.
Buona giornata.
Un papà
Carissimo papà,
la ringraziamo per le sue osservazioni: ha perfettamente ragione. I
nostri clienti sono i bambini e dobbiamo ascoltare la loro “voce”
sulla qualità del servizio. Infatti, lo facciamo. E i risultati sono
diametralmente opposti al livello della sua percezione, o di quella
che lei crede sia la percezione dei bambini. Milano Ristorazione
svolge rilevazioni continue sul gradimento del servizio di refezione
e sulla qualità dei piatti proposti, durante tutto l’anno
scolastico. Il sistema di valutazione si chiama “Laboratorio dei
Sapori”: è un questionario compilato dal bambino al termine del
pranzo su gradimento, aspetto, sapore e odore di ciò che ha
mangiato. Nell’anno scolastico 2007-08 ne sono stati completati
65.430. Il 40,1% ha giudicato “super buono”; se si aggiungono i
“veramente buono” e i “buono”, il giudizio positivo sale al 64,6%,
mentre i giudizi negativi sono stati pari al 23%. Ad analogo test,
svolto su un panel di 1.200 bambini, viene sottoposto ogni nuovo
piatto inserito nel menù. Il panel lo assaggia, verifica il sapore,
se piace più condito, più o meno cotto, ed emette il proprio
giudizio, per noi vincolante: alcuni piatti sono promossi e inseriti
nel circuito della refezione, altri irrimediabilmente bocciati. Come
può vedere, quindi, il parere dei nostri clienti è per noi
fondamentale e tiene esattamente conto delle esigenze dei bambini,
con l’obiettivo che lei giustamente sottolinea, di migliorare
continuamente il servizio offerto.
Cordialmente.
Prof. Michele Carruba.
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Milano,
GENNAIO 2009
Cara
Milano Ristorazione, in relazione ai recenti articoli pubblicati su
vari giornali (Corriere della Sera, Metro, Leggo), nonché alle
trasmissioni televisive (Punto di vista del 18/11/08), in cui si è
trattato della peggiorata qualità delle mense (scelta di cibi meno
costosi a dispetto della qualità), dell’uso di pesce proveniente dai
paesi dell’'Est (Cina), della diminuita competenza e professionalità
del personale addetto alla cucina e al servizio (scarso
addestramento, personale extra-comunitario sottopagato, scelta di
cooperative poco affidabili) e, non avendo letto alcuna
dichiarazione, a tal proposito, da parte Vostra, Vi chiedo
cortesemente di darci tutte le rassicurazioni in merito alla qualità
dei cibi da Voi proposti e del personale che lavora presso di Voi.
Chiediamo, inoltre, rassicurazioni sulla provenienza del pesce.
Tutto ciò non significa una diminuita fiducia nei Vs. confronti, che
da sempre ha caratterizzato il rapporto tra Voi e la nostra
Commissione Mensa, ma dovendo rendere conto ai genitori della nostra
scuola, allarmati dalle continue notizie dei media, si rende
necessaria una posizione ufficiale da parte Vostra con le
informazioni da noi richieste. Rimango in attesa di una Vostra
cortese e sollecita risposta e, ringraziandoVi per l’attenzione,
saluto cordialmente.
La Mamma di una Commissione Mensa
Gentile Signora, come Lei ben sa, Milano
Ristorazione S.p.A. è la società del Comune di Milano che gestisce
il servizio di refezione scolastica: dall’acquisto delle derrate
alimentari, alla preparazione, alla consegna e alla distribuzione
dei pasti nei refettori delle scuole della città. Nello svolgere
queste attività Milano Ristorazione impiega personale dipendente o
si avvale di aziende specializzate. Queste aziende sono utilizzate
per la gestione del magazzino centralizzato delle materie prime, il
loro trasporto ai 31 centri cucina e alle 72 cucine dei nidi
d’infanzia, per la veicolazione dei pasti e lo svolgimento del
servizio cosiddetto di “scodellamento” o di self-service nelle
scuole. Solo in alcuni refettori il personale che distribuisce il
pasto è costituito da dipendenti di Milano Ristorazione, mentre nei
nidi d’infanzia hanno questa mansione operatori incaricati
direttamente dal Comune. Per governare questo processo, che può
sembrare semplice, ma è in realtà estremamente complesso, Milano
Ristorazione si avvale di un Sistema di Gestione per la Qualità, in
linea con la normativa UNI EN ISO 9001:2000. Il processo subisce
continue revisioni: infatti, ogni sua fase è soggetta a controlli,
che hanno l’obiettivo di verificarne lo svolgimento e di apportare
eventuali modifiche per il miglioramento della qualità complessiva
del servizio.
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Milano, SETTEMBRE 2008
Gentile professor Carruba, sono mamma di un bambino con problemi
alimentari ed ho richiesto una dieta che viene consumata da mio
figlio, tutti i giorni.
Il bambino mi ha raccontato, ed alcune mamme della Commissione Mensa
hanno confermato, che ogni tanto le addette alla somministrazione
dimenticano che esiste anche il mio bambino, che non può mangiare il
cibo di tutti gli altri.
Per questo, vorrei conoscere come viene gestita, in refettorio, la
distribuzione del pasto per mio figlio. In attesa di notizie, invio
distinti saluti.
Una mamma
Gent.ma Sig.ra, la preparazione e la fornitura delle diete è un
argomento verso il
quale la nostra azienda è particolarmente sensibile.
Per questo, per il Suo bambino e per tutti i bambini che seguono una
dieta speciale, sia essa sanitaria o etico-religiosa, Milano
Ristorazione ha redatto una specifica procedura operativa che deve
essere applicata dal momento del ricevimento al refettorio fino alla
fine del consumo del pasto.
Questo significa che tutte le operazioni, dalla preparazione alla
consegna, sono codificate, e tutto il personale deve attenersi
scrupolosamente a quanto indicato, evitando iniziative personali di
qualunque genere.
Nonostante l’accuratezza dei protocolli, risulta essere purtroppo
vero quello che Lei segnala nella lettera e cioè qualche volta si
sono verificati dei disguidi al momento della distribuzione.
A seguito di tali episodi si è deciso di integrare l’esistente
procedura di gestione diete, con l’obiettivo di ottenere maggiore
sicurezza nella fase della distribuzione e di consumo delle diete
speciali. Nello specifico, dal prossimo anno scolastico un apposito
cartellone con il decalogo di comportamento sarà applicato alle
pareti del refettorio in modo visibile al fine di aiutare tutti, dal
personale addetto alla somministrazione agli insegnanti, affinché si
vigili sulla corretta gestione della dieta, a tutela di ogni
bambino.
Augurandomi di essere stato sufficientemente esauriente, Le invio
cordiali saluti.
Prof. Michele Carruba
Presidente Milano Ristorazione
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Milano, MAGGIO 2008
Cara Milano Ristorazione, ho due figli: uno è ormai al liceo, la
seconda frequenta la scuola primaria. Sono una mamma attenta alla
qualità dei cibi, all'utilizzo di verdure di stagione. Privilegio la
qualità dei cibi alla quantità. Nei giorni scorsi ho ricevuto i
vostri depliant "Parliamoci" e desidero esprimere alcune
considerazioni. I miei figli non apprezzano e non hanno mai
apprezzato i cibi proposti a scuola da Milano Ristorazione. In tanti
anni di scuola ho sentito ben poche volte un giudizio positivo da
parte loro. Ho fatto parte per due anni della commissione mensa e
anch'io sono rimasta delusa soprattutto dagli abbinamenti proposti.
Sono convinta che semplicità e buon senso diano risultati vincenti
... capisco lo sforzo di nutrizionisti e alimentaristi, ma una cosa
è la teoria e un'altra la pratica. E' giusto rispettare i gusti
delle persone, si cresce e si apprezzano le cose se non sono un
obbligo e se si ha la possibilità di scegliere. Lo so, servite più
di 80.000 pasti al giorno, ma ad ognuno di noi interessa il proprio
figlio. Avete mai provato di persona il menù misto finocchi e
carote, pizza e gelato? Io sì e vi assicuro che è un mix tutt'altro
che digeribile (la vostra pizza viene chiamata dai miei figli "la
spugna"). Sulla carta tanti buoni propositi ma è il risultato quello
che conta! Ho deciso di scrivervi perchè quello che mi ha irritato
sono stati i "consigli per la sera". Invece di pensare a dare
consigli ai genitori (secondo voi quanti li leggeranno o li
metteranno in pratica?) non si potrebbe ragionare di più sulla
formulazione dei menu? Ad esempio: riso con la zucca. La zucca ha un
sapore dolciastro che non è sempre gradito a tutti. Gli gnocchi ...
altra scelta soggettiva. Se non piacciono ... non vanno giù e si
attaccano al palato. Siamo in Italia, patria della cucina
Mediterranea, spaziamo tra colori e sapori ma senza approfittarci
del fatto che sono bambini. Gli adulti in mensa o al ristorante
possono scegliere secondo i propri gusti. Perchè dobbiamo obbligare
i bambini a mangiare cibi non graditi con la scusa di fare il loro
bene o far loro scoprire e assaggiare nuovi cibi? Ritengo sia meglio
investire in qualità del cibo e semplicità piuttosto che in
comunicazione: preferisco avere una figlia che arriva a casa
soddisfatta del pranzo e non affamata - le merende sono dei pranzi!-
piuttosto che ricevere dei bei depliant colorati. Vi ringrazio per
la gentile attenzione.
Cordiali saluti
Una mamma
Gentile Signora, innanzitutto grazie per avere dedicato del tempo a
scriverci le sue opinioni. Almeno uno dei risultati che ci
proponiamo, indirizzandovi queste comunicazioni periodiche, lo
abbiamo raggiunto: stiamo dialogando. Capisco il suo punto di vista:
a ogni genitore interessa il proprio figlio. Anche a noi, interessa
ognuno dei nostri piccoli clienti, tuttavia non possiamo
materialmente accontentare i gusti di ogni singolo bambino. Lei
giustamente dice, al ristorante un adulto può scegliere. Ecco,
purtroppo noi non siamo un ristorante. Dobbiamo, come anche lei
ricorda, servire ogni giorno 80.000 clienti per i quali il gusto, il
piacere o non piacere, il trovare la pizza “una spugna”, è una
sensazione puramente soggettiva. Il 20 per cento dei bambini che
mangia a scuola ci dice - conduciamo rilevazioni durante tutto
l’anno scolastico - che non è contento, non gli piace ciò che trova
nel piatto, lo sappiamo bene. Tuttavia, ciò significa che 8 su 10 lo
sono. Le è mai capitato di invitare 10 amici a cena? E’ sicura che
tutti e 10 gradiscano ciò che lei ha preparato per loro? In più,
deve anche comprendere che abbiamo un secondo difficile compito: non
solo offrire ai bambini il pasto, ma anche tutto ciò di cui hanno
bisogno per vivere e crescere bene, con un’alimentazione sana e
bilanciata. In altri Paesi, come la Gran Bretagna, qualche anno fa
hanno scelto diversamente. Hanno abbandonato i menù studiati dai
nutrizionisti e hanno cominciato a servire ai bambini ciò che
preferivano: patatine, hamburgher, fritti, poca frutta, poca
verdura. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la più alta
percentuale di bambini sovrappeso e obesi in Europa, con
elevatissimi rischi per la salute sin da ragazzi. Obietterà che tra
questo e modificare alcune ricette, come il “riso con la zucca”, ce
ne corre. Siamo perfettamente d’accordo e infatti è proprio quello
che stiamo facendo. Avrà notato, infatti, che stiamo introducendo
nuove ricette, egualmente complete e bilanciate, ma più appetitose e
gradite ai bambini. Sono ricette che i nostri cuochi hanno studiato
e i bambini hanno giudicato: promuovendone alcune e bocciandone
altre. Per quanto riguarda, poi, i consigli per la sera: si tratta
appunto di consigli, formulati per completare, da un punto di vista
nutrizionale, la corretta alimentazione del bambino. Scrissi,
all’inizio dell’anno scolastico a tutte le famiglie, illustrando un
altro degli obiettivi che, come medico ed esperto di alimentazione e
disturbi legati al comportamento alimentare, ho posto al mio compito
di amministratore di Milano Ristorazione: educare i ragazzi alle
buone abitudini alimentari e al più corretto stile di vita. Per fare
ciò abbiamo richiesto anche l’impegno dei genitori. Questi consigli
sono rivolti a loro: per ricordare come sia importante il seguire il
proprio figlio non solo nello studio, ma anche nell’alimentazione.
Che il suo impegno ci sia non lo dubito: lo ha dimostrato
scrivendoci.
Cordialmente
Prof. Michele Carruba
Presidente Milano Ristorazione
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Milano, APRILE 2008
Cara Milano Ristorazione, ho scoperto che alla scuola di mio figlio
vengono buttati via tutti i giorni la frutta e il pane avanzati,
anche se intonsi. Vorrei sapere se risponde a verità quanto asserito
dagli inservienti, cioè che il cibo che resta sul tavolo di
distribuzione, anche se intatto, deve essere buttato via; in caso
affermativo, qual è la motivazione di questa direttiva? Vorrei
sapere perché, in una città con migliaia di persone sotto la soglia
della povertà, non si pensa a distribuirlo alle mense per i poveri.
Attendo una risposta. Cordiali saluti.
Gent.ma Sig.ra, l'informazione che le hanno dato è parzialmente
corretta: il cibo non consumato, anche se non toccato, andrebbe
buttato, a meno che la Sua scuola non partecipi al progetto “Siticibo”.Milano
Ristorazione è sensibile al problema evidenziato, per questo ha
aderito al progetto “Siticibo” che è un progetto nato dalla
collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare ONLUS, e
rappresenta la prima sperimentazione italiana della Legge del Buon
Samaritano che regola il recupero di cibo dalla ristorazione
organizzata. “Siticibo” raccoglie le eccedenze della ristorazione,
cioè alimenti come pane e frutta in perfetto stato. Milano
Ristorazione, in collaborazione con i Dirigenti Scolastici, ha
attivato il progetto di raccolta degli alimenti non consumati, quali
formaggi protetti da incarto, frutta e pane. Allo stato attuale,
partecipano a questa iniziativa benefica 90 scuole di vario grado.
Nel corso dell’anno 2007, sono stati raccolti 65.046 kg di pane e
73.611 kg di frutta. Le scuole, con il consenso del Dirigente
Scolastico, possono aderire alla raccolta di Siticibo: è sufficiente
inviare una richiesta di adesione al nostro Ufficio Relazioni
Esterne, fax n.° 02.884.64.675. Le scuole saranno poi contattate
direttamente dai Responsabili di “Siticibo”, che, nel corso di un
incontro preliminare, chiariranno i ruoli ed i contributi di
ciascuno, verificando la possibilità di inserire le stesse nel
circuito di raccolta.
Cordialmente
Prof. Michele Carruba
Presidente Milano Ristorazione
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Milano, MARZO 2008
Gent.mo Prof. Carruba, ho una bambina di quasi 8 anni e un bambino
di quasi 5. Sono una mamma attenta all’alimentazione della famiglia
e per questo avrei da chiederle alcune cose su ciò che i nostri
ragazzi mangiano a scuola. Da ciò che i bambini mi dicono a volte il
cibo offerto non piace e così viene gettato. I bambini si
accontentano di poche cose, cucinate in modo semplice: pasta al
pomodoro, al ragù, al pesto, risotto giallo, prosciutto cotto,
carne, formaggio e pesce. Le verdure non le menziono perché saprà
che non è facile convincerli a mangiarle sebbene io faccia
innumerevoli sforzi. Quello che le chiedo se non fosse possibile
fare un menu più adatto ai bambini con le cose semplici che loro
amano di più. Il menù che voi proponete è vario per carità, però a
mio parere non proprio così adatto perché troppo ricco di spezie e
sapori molto incisivi.
Gent.ma Sig.ra, mi fa molto piacere leggere della Sua attenzione verso
l’alimentazione. Pertanto vorrei rassicurarla sul fatto che i nostri
menu sono predisposti da esperti nutrizionisti e dietologi e sono
già composti da piatti semplici, preparati con ingredienti dal
sapore definito ma non aggressivo, senza l’aggiunta di spezie o
insaporitori a base di glutammati. Sappiamo del non gradimento di
alcuni piatti; non tutto può piacere a tutti. Per questo chiediamo
regolarmente, a gruppi di bambini, di compilare schede di gradimento
che ci aiutano a capire cosa piace e cosa no e quindi ad apportare
le dovute modifiche, adattando il menù ai loro gusti, mantenendo
però l'apporto calorico-nutritivo appropriato. Comprenderà che una
Società come la nostra, che serve più di 80.000 pasti al giorno,
necessariamente deve coniugare il gusto dei nostri piccoli clienti
con gli aspetti nutrizionali. Siamo anche impegnati sul favorire il
consumo di frutta e verdura. Come ha giustamente notato,
quest’ultima è generalmente poco gradita ai bambini. Da alcuni anni
stiamo realizzando il progetto “Più frutta, più verdura!” che
prevede, tra l’altro, la creazione di un’orto a scuola per insegnare
ai bimbi che insalata, carote e pomodori non capitano nel piatto per
caso. E’ proprio sull’impegno di genitori come Lei che contiamo per
educare i nostri bambini a stili di vita più salutari.
Cordialmente
Prof. Michele Carruba
Presidente Milano Ristorazione
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